Da “buoni propositi” a obiettivi SMART

“Non esiste vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare” – Seneca

Perché è utile trasformare i “propositi” in obiettivi reali

L’anno nuovo è ormai cominciato da un mese: ogni inizio porta con sé speranze, paure, dubbi, domande e spesso tanta ansia.

Chi prima e chi dopo ripreso le proprie attività, ma la maggior parte di noi si è posto i tipici “buoni propositi” che spesso coincidono del tutto o in parte con quelli dell’anno precedente.

Ma perché i “nuovi propositi” sono così simili ai “soliti propositi“?

È importante anzitutto distinguere tali intenti, spesso generici, dagli obiettivi veri e propri che per essere raggiunti necessitano di avere delle caratteristiche diverse rispetto, appunto, ai classici “buoni propositi per l’anno nuovo”.

Porsi degli obiettivi raggiungibili è molto importante anche nella misura in cui ci aiuta a regolare l’ansia, motore propulsivo all’azione se non troppo intensa, sabbia mobile in cui sprofondare nell’immobilismo se troppo pervasiva.

Se i nostri obiettivi sono troppo generici (“voglio essere felice”, “voglio trovare un lavoro”, “voglio diventare migliore”, “voglio trovare un partner”) il rischio di non raggiungerli e di trovarsi a riproporli l’anno successivo è molto elevato, così come la conseguente frustrazione, e per questo di anno in anno ci ritroviamo a porci spesso i medesimi intenti dell’anno precedente o comunque nella stessa forma.

Pretendiamo di ottenere risultati diversi continuando ad agire nello stesso modo da anni.

Perseguire obiettivi SMART influisce su autostima e ansia

Avere una visione del proprio futuro, saper mantenere “il timone” di noi stessi dandosi una “direzione” pur vivendo nel qui e ora è un antidoto all’ansia, alla spiacevole sensazione di disperdere le proprie energie e di “perdere tempo”, fenomeni strettamente legati ad autostima ed autoefficacia.

Ma come possiamo capire se i nostri obiettivi sono raggiungibili?

Ecco che un termine ci viene in aiuto: SMART, che in inglese vuol dire “sveglio, astuto, rapido, strategico, intelligente”.

Partendo da questa parola nel 1954 è stato creato un acronimo, nato dalla filosofia gestionale, che definisce le caratteristiche necessarie a definire i propri obiettivi in modo efficace ed efficiente e stabilire quindi se sono validi, sottoponendoli alla verifica “smart”.

Le 5 lettere che compongono l’acronimo si riferiscono ad altrettante caratteristiche che l’obiettivo “sotto esame” deve presentare: S (Specifico), M (Misurabile), A (Attraente e raggiungibile), R (Realistico), T (Temporizzato).

Grazie a questa verifica riusciremo ad ottimizzare tempi e risorse e ad abbassare l’ansia, con ricadute positive sull’autostima e la fiducia nelle proprie risorse.

Nel prossimo articolo scopriremo come verficare se i nostri obiettivi sono concreti e SMART.

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