Terapia di Coppia
STUDIO AURYN
Il lavoro con le coppie
Nell’ EFT si parte dalla scienza dell’attaccamento e dall’idea secondo cui dietro ogni conflitto che si ripete c’è un ciclo emotivo che i due partner alimentano insieme, senza esserne cosapevoli.
Molte coppie arrivano descrivendo la stessa dinamica: uno insegue, l’altro si ritira; uno alza la voce o chiede di più, l’altro si chiude o si allontana e più uno insegue, più l’altro si ritira, e più si ritira, più l’altro insegue.
È una “partita a ping pong” dove nessuno dei due vince, ma entrambi restano intrappolati nello stesso scambio, convinti che il problema sia l’altro e che ci sia una totale incompatibilità.
Altre volte il ciclo assomiglia più a due persone sulla stessa barca che cominciano a remare in direzioni opposte: non c’è un inseguitore e un fuggitivo, ma due forze contrarie che si scontrano, creano un mulinello, e finiscono per trascinare entrambi nello stesso punto fermo.
In questi casi la coppia vive scontri reciproci in cui ciascuno attiva le proprie difese che, viste dall’altro, sembrano quasi sempre un attacco: un’aggressione o, al contrario, un segno di disinteresse o rassegnazione.
Il mio lavoro comincia da lì: aiutare la coppia a vedere il ciclo, non il colpevole; non chi ha ragione nella più recente litigata, ma il pattern che si ripete ogni volta (l’alternanza tra attacco e ritiro, tra richiesta e distanza) e le dinamiche che lo tengono in vita.
Sotto quel ciclo, infatti, ci sono sempre emozioni che i partner esprimono a fatica: paura di non contare abbastanza, bisogno di sentirsi scelti, desiderio di sicurezza.
Il conflitto di superficie — chi ha lasciato i piatti nel lavandino, chi non ha chiamato — è quasi sempre un modo indiretto di chiedere questo.
Il mio ruolo è di accompagnare e aiutare ciascun partner ad arrivare a quell’emozione più profonda e a portarla in seduta in un modo che l’altro possa davvero riceverla.
Tale incontro non serve solo ad analizzare la dinamica, ma serve a facilitare alla coppia, dentro la seduta, momenti reali di connessione: un partner che si mostra vulnerabile, l’altro che risponde con presenza invece che con difesa.
A poter cambiare davvero il modo in cui la coppia si sente in relazione sono proprio quei momenti, vissuti insieme e non solo raccontati.
Da lì è possibile costruire una comunicazione emotiva più aperta: imparare a riconoscere cosa si sente, regolarlo e condividerlo con vulnerabilità invece che con accusa o difesa.
Si crea in tal modo un legame di attaccamento più solido, fondato su fiducia, sostegno reciproco e sicurezza condivisa, che poi i partner possono portare fuori dalla stanza, nella vita di tutti i giorni.
Il mio obiettivo con la coppia non è “risolvere i loro conflitti”: lavoro per alimentare la speranza, ingrediente indispensabile perché le persone ricreino la propria base sicura — quel posto dove ci si sente visti, accolti e connessi anche quando le cose sono difficili.
Per chi è indicata
L’EFT è pensata per coppie che vivono:
- distanza emotiva e difficoltà di comunicazione
- conflitti ripetitivi che sembrano non risolversi
- crisi relazionali, tradimenti o rotture della fiducia
- momenti di transizione difficili (genitorialità, lutto, cambiamenti di vita)
- il desiderio di approfondire il legame e la connessione
Come funziona: la danza della coppia
Nelle relazioni intime, i partner costruiscono nel tempo un loro modo di stare insieme. Spesso, senza volerlo, questo modo diventa un ciclo che fa soffrire entrambi: uno si ritira, l’altro insiste e più si ripete tale dinamica, più ci si allontana.
Il primo passo è riconoscere questo ciclo non come segno che la relazione è fallita, ma come segnale che qualcosa nel legame richiede particolare attenzione.
Cosa succede sotto la superficie
Con l’EFT si vanno ad esplorare le emozioni più vulnerabili che stanno sotto i conflitti:
- la paura di non essere abbastanza
- il dolore di sentirsi soli anche quando si è in due
- il bisogno e la paura di essere visti davvero
Da questo livello più profondo nascono i momenti che trasformano la relazione: un partner esprime ciò che sente veramente, l’altro riesce a validarlo e rispondergli.
Gli obiettivi del percorso
Riconoscere il ciclo relazionale
Imparare a vedere insieme il pattern che si ripete — quel meccanismo in cui ciascuno, senza volerlo, alimenta la distanza che vorrebbe evitare.
Esplorare le emozioni profonde
Portare alla luce paura dell’abbandono, senso di inadeguatezza, dolore del non sentirsi capiti: riconoscerle è il primo passo per poterle condividere.
Creare nuovi momenti di connessione
Sperimentare, anche in seduta, modalità di incontro in cui la vulnerabilità trova risposta e la coppia scopre di potersi raggiungere in modo diverso.
Rafforzare il legame
Costruire una base più solida e resiliente, fondata su fiducia, sostegno reciproco e sicurezza condivisa.
Portare il cambiamento nella vita quotidiana
Consolidare, fuori dalla terapia, un modo più consapevole di stare in relazione.
La danza EFT
L’EFT usa il tango come metafora centrale per descrivere i cicli relazionali di coppia: nelle relazioni intime i partner danzano insieme, ma spesso la danza diventa un ciclo negativo ripetitivo, parzialmente o totalmente automatico, che si auto-alimenta.
Il tango richiede due corpi in ascolto reciproco, sincronia, vulnerabilità, fiducia : non si può ballare da soli e non si può ballare con la guardia alta, esattamente come richiede un’intimità autentica.
La terapia EFT non è solo un percorso per “risolvere i conflitti”: è un modo per ritrovare la base sicura della relazione e riscoprire la possibilità di sentirsi visti, accolti e connessi al partner.

